La proposta di legge sul legittimo impedimento è un'immunità di Stato mascherata che permette al premier e ai ministri di sfuggire ai processi anche se imputati. Lo afferma Laura Garavini, capogruppo Pd nella commissione antimafia della Camera.
Sono appena sette le donne sindaco inserite nella classifica del Sole 24 ore sul gradimento dei primi cittadini d’Italia. Nei primi 110 le donne che cingono la fascia tricolore sono veramente poche e non sono tra le primissime posizioni. La prima della classifica è Fiorenza Brioni, sindaco di Mantova, la più “gradita” tra le donne anche se si colloca solo al 38esimo posto.
Con il libro "Una questione di democrazia" Rosanna Romano ha vinto il premio internazionale di giornalismo "L'addetto stampa dell'anno 2009" sezione speciale del Gus. La cerimonia di consegna si è tenuta sabato a Jesi. E' la seconda volta che la giornalista sarda, caporedattore dell'ufficio stampa del Consiglio regionale della Sardegna, si aggiudica il prestigioso riconoscimento. (...)
Donne, Lavoro, Sviluppo, Insieme. Questo il filo conduttore che ha dato vita all’idea, e poi alla costituzione, dell’innovativo fondo Do.La.Si., a sostegno delle iniziative al femminile. L’assemblea delle Associazioni che formano il Consorzio Casa Internazionale delle Donne si è riunita per riferire sull’avanzamento della trattativa con il Comune di Roma volta alla creazione di un fondo in grado (...)
Camaleontico, comunicativo, energico e passionale. Ma anche malinconico, introverso e a tratti sofferente. Ma di quella sofferenza che traspare solo lontano dal palco a riflettori spenti. Quando l'artista lascia spazio alla (...)
"La violenza fisica sulle donne, così come sui minori è sicuramente una delle forme di sopruso inaccettabile, in una società che voglia dirsi autenticamente avanzata. Conoscere e capire l'origine di questo (...)
Gentile direttore, complimenti per la sua iniziativa editoriale che reputo interessante vista la poca informazione e la poca attenzione che si ha nei confronti di certi argomenti e di certe situazioni. Mi permetta, però, di dissentire su alcune questioni che reputo importanti. Comprendo la volontà di creare un giornale fatto da donne, per le donne, ma fino a che punto è giusto? Da uomo , sono sicuro, che " l'altra metà dell'informazione" sia un mezzo di informazione ad hoc credo però che una voce maschile non guasterebbe. La mia convinzione nasce dal fatto che altrimenti si possa scivolare nel "confino", isolando ancor più delle verità e delle situazioni laddove c'è già troppo silenzio nei confronti delle donne che sono una parte importante della società, in certi casi addirittura predominante.
Eliminare ogni discriminazione di genere anche nella comunicazione. Perché usando i termini al maschile si abdica al genere femminile. Dunque, nel lessico corrente dovrebbero entrare i termini sindaca, dottora, assessora, professora e persino questrice e marescialla. La questione è stata rilanciata a Sassari dalla commissione comunale per le pari opportunità. (...)
E' stato istituito in Piemonte il garante per l'infanzia e l'adolescenza. l'approvazione del testo di legge è un importante passo in avanti per la tutela dei minori. Sul via libera da parte del Consiglio regionale la consigliera Maria Cristina Spinosa (Italia dei Valori con Di Pietro) ha espresso soddisfazione: "A pochi giorni dai 20 anni compiuti dalla Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, l'istituzione (...)
Si è conclusa la prima edizione del Festival letterario DONNAELEONORA, organizzato dall’Assessorato alla Cultura e dalla Commissione pari opportunità del Comune di Oristano con il contributo dell’Assessorato regionale alla Cultura. E proprio l’assessore regionale Lucia Baire domenica ha chiuso la tre giorni di incontri dibattiti mostre nel nome di Eleonora d’Arborea ed ha ribadito l’impegno della Regione a sostenere anche le (...)
La proposta di legge sul riequilibrio della presenza di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa da stamattina è all'esame della commissione Finanze della Camera dei deputati. Soddisfazione è stata espressa dalla prima firmataria del PL la deputata Lella Golfo (Pdl) che è anche presidente della Fondazione Marisa Bellisario. (...)
Donnenews e Pasta di Sardegna al Rally Ronde del Lago Omodeo. Equipaggio Giorgio Cellino e Marco Pirredda (Foto Mario Lastretti)
A Mestre presentazione del libro: "Educare con differenza"
Inseguendo l'ultimo respiro. Il primo romanzo di Francesca Marini
di Maria Dolores Picciau
Capita alle volte di voler inseguire un obiettivo a tutti i costi, sino all’ultimo respiro. E’ quanto ha fatto la giovane scrittrice Francesca Marini che a forza di leggere, scribacchiare, mettere nero su bianco, è riuscita alla fine a coronare il grande sogno di veder pubblicato il suo primo romanzo, salvo poi “scontrasi” con i problemi e le difficoltà legati alla promozione del proprio lavoro. Semplice e allo stesso tempo coinvolgente, Inseguendo l’ultimo respiro più che un romanzo è un giallo che si legge tutto d’un fiato, la cui trama è incentrata sulla solida e corposa figura di Andrea Marelli che non credendo al suicidio del padre imprenditore milanese, depresso in seguito alla morte della moglie, ingaggia un detective, Pietro Saveri, per far luce su quanto è successo realmente. Le indagini scateneranno una serie di eventi che porteranno alla scoperta di una losca rete di intrecci tra la criminalità meridionale e l’imprenditoria del nord Italia, legata alla morte del protagonista. Tra imprese strampalate e garrule avventure, Francesca racconta di personaggi, sentimenti, dubbi con una sobrietà narrativa tutta di fatti e di cose. Anche azione e suspence vengono amplificate da personaggi secondari e storie correlate che ci coinvolgono fin dai primi passaggi della vicenda. Eppure tutta la trama pensata almeno un anno prima dalla pubblicazione, era molto diversa dalla stesura finale; poi pian piano tutto ha preso forma,è nato Andrea, personaggio non previsto, che per certi versi assomiglia un po’ all’autrice, non fosse per la mania di leggere Il cavaliere inesistente di Calvino, usato da entrambi come una sorta di rifugio e ancoraggio nei momenti di difficoltà. Un po’ concreto un po’ sognatore: <<Al risveglio ci sono quei pochi secondi in cui non si riesce a varcare il confine fra il mondo reale e quello dei sogni. Quei pochi istanti sembrano essere interminabili quando si è dentro un incubo, e troppo brevi quando in sogno si vedono persone che si è certi di non poter incontrare al momento del risveglio>>. Ognuno di noi ha impresso nella mente questo momento di vita quotidiana, ripetuto quasi all’infinito e vissuto con enfasi dal protagonista. Cagliaritana, classe 1981, maturità scientifica alle spalle, e la facoltà di lettere ancora da concludere, Francesca Marini è una ragazza esile e bruna dalle idee molto chiare e con la grande passione per la scrittura. Scrive racconti dall’età di quindici anni, dai tempi del liceo. Inizia con un racconto Il volto della follia, lo abbozza in classe su un foglio protocollo, un horror ispirato a Edgard Allan Poe, poi brevi racconti un po’ scherzosi su un compagno di classe. Finché scopre un sito di Antonio Genna in cui si parla di telefilm americani e scopre una pagina di fan fiction. Lì la sua passione può trovare sfogo, dal momento che può intervenire ogni volta che vuole, completando o semplicemente modificando delle storie già iniziate. Questa palestra dura in tutto quattro anni, e tra quelle pagine web Francesca matura sempre più il desiderio di scrivere qualcosa di veramente suo; dare forma con la penna <<a quello che vedo scorrere nella mia mente, come se stessi guardando un dvd>>. Mai perdere le speranze. E infatti nel luglio 2007 dopo aver scritto la prima parte del romanzo, ha avuto un’illuminazione, si rende conto di dover cambiare la propria vita anche con scelte radicali e importanti. Così tira fuori tutta la sua personalità, finché qualche mese dopo arriva la lettera dell’editore. Ora sta già lavorando a un nuovo romanzo anche qui c’è un cadavere di mezzo , ma questa volta è una donna la protagonista. Chissà se anche in questa occasione riuscirà a farle raccontare quel che accade intorno con la voce calibrata e possente di chi vuole lasciarci col fiato sospeso.
In questa sezione troverete gli indirizzi e i numeri telefonici degli organi di parità a livello nazionale. Per gli indirizzi regionali e locali aprite le pagine regionali.
Leggo con piacere l'intervista al dottor Morgantin, primario anestesista al Civile di Venezia. Sono veneziana e ho fatto nascere mio figlio proprio nell'ospedale lagunare. Fuori dalla fascia oraria prevista per l'epidurale. Niente analgesia per il mio parto e per quello di tante altre donne. Donne che spesso non sono sufficientemente informate sull'argomento. Già, perché se da un lato c'è il finto problema economico - perché i fondi si possono trovare anche in piena recessione - dall'altro c'è il completo disinteresse delle stesse donne riguardo uno dei capisaldi della democrazia e dell'uguaglianza: il diritto di scegliere e nello specifico se partorire con o senza dolore. Ma andiamo con ordine. Morgantin lamenta l'assenza di volontà: in piena recessione nessuno vuole trovare soldi per la parto-analgesia. Solo poca volontà appunto perché l'Osservatorio regionale per le cure palliative e la lotta al dolore, nella relazione sullo stato di attuazione della DGR 309/2003 Veneto redatta nella primavera del 2007, osservava come il recupero dei cesarei verso un travaglio naturale permette un'elevata razionalizzazione dell'offerta.