Solo 52 donne in Italia sono a capo di un assessorato regionale. Su 216 assessori totali, infatti, ben 164 sono uomini. Un dato scoraggiante che si differenzia da regione a regione. All’ultimo posto nella classifica delle regioni col maggior numero di assessorati in rosa troviamo la Lombardia.
L'aveva annunciato in campagna elettorale e Massimo Zedda ha mantenuto le promesse. Il neosindaco di Cagliari ha presentato il suo esecutivo e su 10 assessori, 6 sono donne. Un vero record per la città capoluogo della Sardegna.
Prenderanno il via sabato 30 aprile alle ore 9,30 nella sala del Consiglio provinciale di Reggio Emilia due giornate di approfondimento dedicate alle donne africane. L'iniziativa si inserisce nel calendario
“Comunicare significa anche rispettare. La pubblicità rispetta l’immagine femminile?” E' il tema del seminario che si svolgerà a Mantova il 29 aprile alle ore 15,30 presso la sede di Confindustria organizzo dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia di Mantova. sarà un momento di riflessione sul tema della pubblicità socialmente sostenibile.
E' stato definito l'accordo sulle politiche sociali e socio- assistenziali tra il comune di Piacenza e i sindacati. Ad apporre la firma sul documento saranno l'assessore Giovanna Palladini e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Bilancio 2012.
Sarà sottoscritta tra qualche giorno a Roma dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna e il presidente dell'Anci Sergio Chiamparino un'intesa per favorire la democrazia paritaria nei comuni italiani in occasione delle ormai imminenti elezioni amministrative.
Avere dei bimbi non solo non incentiva la carriera ma anzi è un deterrente per l'occupazione. I dati parlano chiaro. Dalla ricerca "Family database" commissionata dall'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) su famiglia e lavoro risulta che l'Italia è al terzultimo posto in Europa sull'occupazione delle mamme.
Del Cossiga politico, intellettuale, sagace, irruente e dissacratore si sono scritti, in questi giorni, fiumi di parole. Voglio raccontare la mia esperienza diretta che risale, ormai, a piu' di dieci anni fa. Ero condirettore del telegiornale di Videolina (una televisione della Sardegna) e avevo deciso di contattare il presidente Francesco Cossiga per un'intervista televisiva sulla situazione politica regionale.
In questa sezione troverete gli indirizzi e i numeri telefonici degli organi di parità a livello nazionale. Per gli indirizzi regionali e locali aprite le pagine regionali.
Leggo con piacere l'intervista al dottor Morgantin, primario anestesista al Civile di Venezia. Sono veneziana e ho fatto nascere mio figlio proprio nell'ospedale lagunare. Fuori dalla fascia oraria prevista per l'epidurale. Niente analgesia per il mio parto e per quello di tante altre donne. Donne che spesso non sono sufficientemente informate sull'argomento. Già, perché se da un lato c'è il finto problema economico - perché i fondi si possono trovare anche in piena recessione - dall'altro c'è il completo disinteresse delle stesse donne riguardo uno dei capisaldi della democrazia e dell'uguaglianza: il diritto di scegliere e nello specifico se partorire con o senza dolore. Ma andiamo con ordine. Morgantin lamenta l'assenza di volontà: in piena recessione nessuno vuole trovare soldi per la parto-analgesia. Solo poca volontà appunto perché l'Osservatorio regionale per le cure palliative e la lotta al dolore, nella relazione sullo stato di attuazione della DGR 309/2003 Veneto redatta nella primavera del 2007, osservava come il recupero dei cesarei verso un travaglio naturale permette un'elevata razionalizzazione dell'offerta.