DonneNews

18 settembre 2008

Ruanda: in Parlamento le donne superano gli uomini

di Giorgio Cellino

Sembra fanta-politica eppure non è così. Per la prima volta nella storia un Parlamento è composto in maggioranza da donne. Succede in Ruanda dove  ben il 55% degli eletti appartengono al genere femminile. Le elezioni, che si sono tenute lunedì, hanno visto la vittoria del Fronte Patriottico che, tra l'altro, era già al potere. Dunque, 44 seggi degli 80 totali saranno occupati da deputate. Anche prima di queste elezioni il Ruanda era il primo paese al mondo per presenza di donne in Parlamento. La percentuale era del 48,8%. Con questi ultimi risultati elettorali il paese africano supera di gran lunga le altre nazioni del Nord Europa da sempre ai primi posti per quanto riguarda la pari rappresentanza. La Svezia, seconda in classifica, si attesta, infatti, sul 47,2%. Seguono: Cuba con il 43,2% di donne elette, la Finlandia con il 41,5%, l'Argentina con il 40%. L'Italia è al 51esimo posto con il 21,3%. Ma come mai in Ruanda vengono elette tante donne? Grazie alla legge elettorale del 2003 che garantisce la presenza di almeno 24 donne nel Parlamento. Dunque, in questo paese sono previste "quote" per le donne che hanno portato a un risultato ben maggiore alle aspettative. Nelle elezioni del settembre 2003, infatti, le donne elette furono 39 su 80; nel 2008 ne sono state elette 44 su 80, ben venti in più rispetto a quelle previste dalla legge.   Un'ulteriore occasione per riflettere....  

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Un presidente galantuomo

di Rosanna Romano

Del Cossiga politico, intellettuale, sagace, irruente e dissacratore si sono scritti, in questi giorni, fiumi di parole. Voglio raccontare la mia esperienza diretta che risale, ormai, a piu' di dieci anni fa. Ero condirettore del telegiornale di Videolina (una  televisione della Sardegna) e avevo deciso di contattare il presidente Francesco Cossiga per un'intervista televisiva sulla situazione politica regionale.

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gli Organi di Parità

In questa sezione troverete gli indirizzi e i numeri telefonici degli organi di parità a livello nazionale. Per gli indirizzi regionali e locali aprite le pagine regionali.

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lettere al Direttore

Gentile Direttore,

Leggo con piacere l'intervista al dottor Morgantin, primario anestesista al Civile di Venezia. Sono veneziana e ho fatto nascere mio figlio proprio nell'ospedale lagunare. Fuori dalla fascia oraria prevista per l'epidurale. Niente analgesia per il mio parto e per quello di tante altre donne. Donne che spesso non sono sufficientemente informate sull'argomento. Già, perché se da un lato c'è il finto problema economico - perché i fondi si possono trovare anche in piena recessione - dall'altro c'è il completo disinteresse delle stesse donne riguardo uno dei capisaldi della democrazia e dell'uguaglianza: il diritto di scegliere e nello specifico se partorire con o senza dolore. Ma andiamo con ordine. Morgantin lamenta l'assenza di volontà: in piena recessione nessuno vuole trovare soldi per la parto-analgesia.
Solo poca volontà appunto perché l'Osservatorio regionale per le cure palliative e la lotta al dolore, nella relazione sullo stato di attuazione della DGR 309/2003 Veneto redatta nella primavera del 2007, osservava come il recupero dei cesarei verso un travaglio naturale permette un'elevata razionalizzazione dell'offerta. 

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