Alfabetizzazione, nel mondo ancora le donne protagoniste
da Parigi Simona Picciau
Il periodico indiano Khabar Lahariha, nuove onde, scritto e prodotto da sole donne provenienti dalle caste inferiori e pubblicato in lingua locale. è tra i i vincitori del Premio Unesco 2009 per l’alfabetizzazione assegnato dal Direttore Generale dell’Unesco Koïchiro Matsuura a Parigi. Il premio sarà consegnato domani a Parigi, presso l’Unesco, durante le celebrazioni organizzate in occasione della giornata internazionale per l’alfabetizzazione intitolata The power of literacy, il potere dell’alfabetizzazione. Il Khabar Lahariha è nato nel 2002 e oggi, in soli nove anni, ha un pubblico di circa 25.000 lettori sparsi in 400 villaggi nell’Uttar Pradesh, nel nord dell’India. Il periodico indiano è sostenuto dall’organizzazione non governativa Nirantar, nata nel 1993 a New Dehli, le cui attività sono principalmente focalizzate sulla diffusione dell’autonomia delle donne indiane attraverso l’istruzione, l’alfabetizzazione e la formazione. Il principale punto di forza del Khabar Lahariha, come ha sottolineato la commissione internazionale che ha assegnato il premio, è quello di essere “creato dal villaggio, del villaggio e per il villaggio”. Nel 2004 Nirantar e Khabar Lahariya hanno avviato corsi per la creazione di giornali, newsletter e manifesti indirizzati alle donne neo-alfabete o ancora semi-alfabete alle quali viene insegnato ad utilizzare internet e telecamere che possono impiegare durante i loro reportage.
Gli altri 3 vincitori sono il Tin Tua del Burkina Faso, il progetto per lo sviluppo della lingua Pashi e la Municipalità di Agoo nelle Filippine. Il Tin Tua è una ONG che con il suo programma sulla lotta all’analfabetismo del Burkina Faso dell’est ha raggiunto degli ottimi risultati: 40 000 utenti ogni anno, di cui la metà sono donne, provenienti da 750 villaggi del paese dove il tasso di alfabetismo è tra i più bassi al mondo, in particolare per quanto riguarda le donne (18%). Il progetto per lo sviluppo della lingua Pashai in Afghanistan è un’iniziativa promossa dalla comunità Pashai, una minoranza etnica dell’est dell’Afgahanistan, la cui maggioranza della popolazione adulta non ha accesso all’istruzione e alle cui donne sonno negate tutte le forme di istruzione; grazie a questo progetto 1000 persone ogni anno, comprese le donne, hanno accesso alla sanità e all’istruzione pubblica. Il terzo vincitore è la Municipalità di Agoo in La Union, nelle Filippine che ha avviato un grande progetto per promuovere l’alfabetismo e migliorare le competenze della popolazione locale. Menzione speciale, infine, per il Ministero dell’Istruzione del Buthan che ha sta portando avanti dal 1992 un programma in 5 aree del paese focalizzato sull’insegnamento della lingua nazionale Zhungkha; fino ad ora 135 000 persone hanno beneficiato di questo programma, per il 70% si è trattato di donne. Altra grande protagonista dell’International Literacy Day con una lezione intitolata “Alfabetizzazione ed Empowerment” sarà l’inglese Lalage Bown, 82 anni, che ha speso più di 30 anni della sua carriera in Zambia, Uganda e Nigeria per il miglioramento dell’istruzione della popolazione locale, in modo particolare di quella della donne. Fu proprio in Africa che comprese l’impatto negativo che aveva l’analfabetismo sulla vita della popolazione e così inizio i suoi studi sull’impatto che poteva avere l’apprendimento alla lettura sulle donne adulte pubblicando uno studio, mai svolto prima intitolato Preparing the future - women, literacy and development: the impact of female literacy on human development and the participation of literate women in change, sull’impatto che l’istruzione femminile può avere sullo sviluppo umano.
La sua convinzione è che l’analfabetismo abbia degli incredibili effetti personali, sociali e politici sulla vita dell’uomo e in modo particolare sulle donne, infatti essa ha sempre rifiutato di concepire l’istruzione femminile soltanto come un modo per migliorare la vita familiare e dei figli, ma come uno strumento necessario per lo sviluppo personale della donna e per il suo inserimento nella società.
La chiave per sconfiggere l’analfabetismo, sostiene la Bown, è la volontà politica; paesi come Cuba, Bangladesh ed Etiopia stanno dimostrando che i risultati possono essere raggiunti se c’è un interesse politico.
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Nel Consiglio regionale delle Marche le donne elette sono 7 su 40 con una percentuale del 17,5%. Una sola donna ricopre la carica di assessore regionale. Vicepresidente del Consiglio è Stefania Benfatti. In questa Regione si registra il record di presenza femminile in una commissione consiliare. Nella commissione "Affari istituzionali" la presidente è Adriana Mollaroli (Ds-Ulivo), la vicepresidente è Franca Romagnoli (AN) e tra i componenti ci sono altre due donne. Da segnalare, inoltre, che nella commissione "Assetto territoriale e ambientale" la presidente è Rosalba Ortenzi. Presidente della provincia di Ancona è Patrizia Casagrande Esposto. Le elette negli enti intermedi sono l'11,7%, le donne che ricoprono la carica di assessore provinciale sono il 27%.