DonneNews

9 ottobre 2009

Laura Garavini “Lo Stato al fianco di coloro che denunciano le mafie”

“Lo Stato deve essere al fianco di quelle amministrazioni che spingono i propri cittadini a denunciare le mafie.” Con queste parole la capogruppo del PD in Commissione Antimafia, Laura Garavini, ha commentato la sua presenza alla fiaccolata ‘Affinché il sale non diventi scìpito’, organizzata dall’amministrazione cittadina di Niscemi, in Sicilia, a denuncia delle infiltrazioni locali di cosa nostra. Al suo fianco Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, Monsignor Michele Pennini, Vescovo di Piazza Armerina, Gabriele Santoni di Avviso Pubblico ed esponenti della magistratura, della Commissione antimafia, di Confindustria e il sindaco di Niscemi, organizzatore dell’iniziativa, Giovanni di Martino.

“E’ molto positiva l’intenzione dell’amministrazione di Niscemi di creare un Comitato permanente antimafia. Può diventare uno strumento prezioso, un punto di riferimento per tutti quei cittadini indignati che vogliono porre fine all’immagine omertosa che danneggia la parte sana del paese”. “La presenza dello Stato è importante.” ha concluso la parlamentare “Soprattutto in un periodo come questo in cui il Governo svilisce la lotta contro le mafie. Al di là dei proclami, infatti, l’esecutivo contrasta l’egregio lavoro delle forze dell’ordine tagliando loro le risorse, attacca quotidianamente la magistratura e sforna leggi con le quali condona il rientro dei capitali mafiosi”.

 


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Un presidente galantuomo

di Rosanna Romano

Del Cossiga politico, intellettuale, sagace, irruente e dissacratore si sono scritti, in questi giorni, fiumi di parole. Voglio raccontare la mia esperienza diretta che risale, ormai, a piu' di dieci anni fa. Ero condirettore del telegiornale di Videolina (una  televisione della Sardegna) e avevo deciso di contattare il presidente Francesco Cossiga per un'intervista televisiva sulla situazione politica regionale.

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lettere al Direttore

Gentile Direttore,

Leggo con piacere l'intervista al dottor Morgantin, primario anestesista al Civile di Venezia. Sono veneziana e ho fatto nascere mio figlio proprio nell'ospedale lagunare. Fuori dalla fascia oraria prevista per l'epidurale. Niente analgesia per il mio parto e per quello di tante altre donne. Donne che spesso non sono sufficientemente informate sull'argomento. Già, perché se da un lato c'è il finto problema economico - perché i fondi si possono trovare anche in piena recessione - dall'altro c'è il completo disinteresse delle stesse donne riguardo uno dei capisaldi della democrazia e dell'uguaglianza: il diritto di scegliere e nello specifico se partorire con o senza dolore. Ma andiamo con ordine. Morgantin lamenta l'assenza di volontà: in piena recessione nessuno vuole trovare soldi per la parto-analgesia.
Solo poca volontà appunto perché l'Osservatorio regionale per le cure palliative e la lotta al dolore, nella relazione sullo stato di attuazione della DGR 309/2003 Veneto redatta nella primavera del 2007, osservava come il recupero dei cesarei verso un travaglio naturale permette un'elevata razionalizzazione dell'offerta. 

continua -

 
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