In Piemonte istituito il garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza
di Nicoletta Serrenti
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E' stato istituito in Piemonte il garante per l'infanzia e l'adolescenza. l'approvazione del testo di legge è un importante passo in avanti per la tutela dei minori. Sul via libera da parte del Consiglio regionale la consigliera Maria Cristina Spinosa (Italia dei Valori con Di Pietro) ha espresso soddisfazione: "A pochi giorni dai 20 anni compiuti dalla Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, l'istituzione del garante regionale costituisce la migliore risposta della nostra Regione verso la tutela ed il rispetto dei diritti di tutti i bambini e le bambine". "I bambini e gli adolescenti rappresentano - ha affermato - una preziosa risorsa del nostro domani. A tutti loro è nostro dovere, come politici, ma come uomini e donne prima di tutto, e genitori, assicurare un futuro nel pieno rispetto dei loro diritti. Quello di oggi rappresenta un importante traguardo per il nostro Piemonte, soprattutto se si considera che, spesso, i nostri fanciulli sono al centro di traffici squallidi e di attività non lecite che vanno contrastate in maniera ferma e decisa".
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. Consiglio regionale: elette dodici donne su settantadue
Renata Polverini (centrodestra) è la prima donna governatore della Regione Lazio. Ha battuto in un appassionante testa a testa, nelle elezioni del 2010, Emma Bonino (centrosinistra). Siedono nell’Assemblea legislativa laziale in tutto 12 donne. Hanno conquistato un seggio oltre la Polverini e Emma Bonino: Alessandra Mandarelli, Gina Cetrone, Isabella Rauti, Annalisa D'aguanno, Lidia Nobili, Veronica Cappellaro, Chiara Colosimo, Margherita Hack, Olimpia Tarzia, Giulia Rodano. Nella scorsa legislatura le donne elette erano 11 su 72.
Leggo con piacere l'intervista al dottor Morgantin, primario anestesista al Civile di Venezia. Sono veneziana e ho fatto nascere mio figlio proprio nell'ospedale lagunare. Fuori dalla fascia oraria prevista per l'epidurale. Niente analgesia per il mio parto e per quello di tante altre donne. Donne che spesso non sono sufficientemente informate sull'argomento. Già, perché se da un lato c'è il finto problema economico - perché i fondi si possono trovare anche in piena recessione - dall'altro c'è il completo disinteresse delle stesse donne riguardo uno dei capisaldi della democrazia e dell'uguaglianza: il diritto di scegliere e nello specifico se partorire con o senza dolore. Ma andiamo con ordine. Morgantin lamenta l'assenza di volontà: in piena recessione nessuno vuole trovare soldi per la parto-analgesia. Solo poca volontà appunto perché l'Osservatorio regionale per le cure palliative e la lotta al dolore, nella relazione sullo stato di attuazione della DGR 309/2003 Veneto redatta nella primavera del 2007, osservava come il recupero dei cesarei verso un travaglio naturale permette un'elevata razionalizzazione dell'offerta.