DonneNews

12 gennaio 2010

Solo sette donne tra i centodieci sindaci più graditi d'Italia

di Luisa Citarella

Sono appena sette le  donne sindaco inserite nella classifica del Sole 24 ore sul gradimento dei primi cittadini d’Italia. Nei primi 110 le donne che cingono la fascia tricolore sono veramente poche e non sono tra le primissime posizioni. La prima della classifica è Fiorenza Brioni, sindaco di Mantova, la più “gradita” tra le donne anche se si colloca solo al 38esimo posto. Segue, al 42esimo posto, il sindaco di Milano Letizia Moratti.  Per trovare la terza classificata è necessario scorrere la lista fino alla  71esima casella dove c’è Elena Lepori, sindaco di Tortolì. Un’altra donna sindaco sarda si trova all’82esimo posto: si tratta di Angela Nonnis di Oristano. Dieci posizioni più in basso, al 92esimo,  si attesta Antonella Feggi, sindaco di Lecco mentre al 103 esimo troviamo Marta Vincenzi, primo cittadino di Genova. Chiude la classifica dei 110 sindaci più graditi Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli che occupa la 109esima posizione.     

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Un presidente galantuomo

di Rosanna Romano

Del Cossiga politico, intellettuale, sagace, irruente e dissacratore si sono scritti, in questi giorni, fiumi di parole. Voglio raccontare la mia esperienza diretta che risale, ormai, a piu' di dieci anni fa. Ero condirettore del telegiornale di Videolina (una  televisione della Sardegna) e avevo deciso di contattare il presidente Francesco Cossiga per un'intervista televisiva sulla situazione politica regionale.

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gli Organi di Parità

In questa sezione troverete gli indirizzi e i numeri telefonici degli organi di parità a livello nazionale. Per gli indirizzi regionali e locali aprite le pagine regionali.

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lettere al Direttore

Gentile Direttore,

Leggo con piacere l'intervista al dottor Morgantin, primario anestesista al Civile di Venezia. Sono veneziana e ho fatto nascere mio figlio proprio nell'ospedale lagunare. Fuori dalla fascia oraria prevista per l'epidurale. Niente analgesia per il mio parto e per quello di tante altre donne. Donne che spesso non sono sufficientemente informate sull'argomento. Già, perché se da un lato c'è il finto problema economico - perché i fondi si possono trovare anche in piena recessione - dall'altro c'è il completo disinteresse delle stesse donne riguardo uno dei capisaldi della democrazia e dell'uguaglianza: il diritto di scegliere e nello specifico se partorire con o senza dolore. Ma andiamo con ordine. Morgantin lamenta l'assenza di volontà: in piena recessione nessuno vuole trovare soldi per la parto-analgesia.
Solo poca volontà appunto perché l'Osservatorio regionale per le cure palliative e la lotta al dolore, nella relazione sullo stato di attuazione della DGR 309/2003 Veneto redatta nella primavera del 2007, osservava come il recupero dei cesarei verso un travaglio naturale permette un'elevata razionalizzazione dell'offerta. 

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